Amici animali

Cani e gatti in famiglia, affettuosi insegnanti per i nostri figli

Aiutano i bambini a crescere e li responsabilizzano, fornendo loro importanti lezioni di vita. Ecco i consigli per far sbocciare l’amore tra i “cuccioli” di casa.

Compagni di giochi inseparabili e allo stesso tempo insegnanti modello. I cani e gatti che scorrazzano per la casa non migliorano soltanto l’umore degli adulti, ma favoriscono un’educazione sana e responsabile per i bambini. «Crescere sin dai primi anni di vita con un animale domestico rende consapevoli i nostri figli e insegna loro a prendersi cura di un altro essere vivente, con effetti positivi prima di tutto sull’autostima», spiega Stefano Corbetta, consigliere dell’Ordine dei veterinari della provincia di Milano.

Perché crescere con gli animali fa bene

«I bambini che vivono a stretto contatto con i cani e i gatti sono molto più abili dei loro coetanei ad esprimere le emozioni e a comprendere il linguaggio non verbale di chi li circonda». La convivenza è quindi sinonimo di crescita, a patto di prendere le dovute precauzioni e far nascere e consolidare il rapporto tra i “cuccioli” di casa in maniera graduale e corretta. «Cani e gatti possono diventare ottimi compagni di giochi, ma va sempre ricordato che non perdono mai le caratteristiche della specie a cui appartengono – in altre parole la loro natura felina o canina – quindi spetta ai genitori mostrare ai figli qual è il modo giusto per approcciarsi a loro».

Un nuovo arrivo in casa?

L’arrivo di un bambino in casa può essere interpretato in diversi modi dai nostri amici a quattro zampe. «Può venire visto come un “oggetto animato” che appartiene ai padroni, un intruso che fa rumore e genera ansia, un concorrente che ruba attenzioni, oppure un cucciolo del branco da proteggere e verso cui nutrire un istinto genitoriale», spiega il veterinario Stefano Corbetta. «La reazione dipende ovviamente da una serie di fattori contingenti, come il carattere dell’animale e il modo in cui il bambino viene introdotto nella sua routine. Ma a prescindere da quello che sarà il primo impatto, se si seguono alcuni accorgimenti, la nascita del feeling è assicurata».

Le regole da rispettare

Quali sono dunque i consigli per far sì che il rapporto funzioni al meglio? La prima regola è quella di educare il bambino, fin dai primi anni di vita, a rispettare le esigenze del cane o del gatto. «Tra le attenzioni da tenere a mente per non irritare l’animale c’è quella di evitare che quest’ultimo venga sorpreso mentre dorme. Bisogna poi assicurarsi che i suoi giochi non siano mai toccati in sua assenza o che i suoi spazi, come la cuccia o la lettiera, non siano occupati dal bambino e dalle sue cose».

Il tempo insieme

Come ogni rapporto di amicizia che si rispetti, anche quello tra animali e bambini ha bisogno di tempo per crescere e sbocciare. «Farli giocare abitualmente insieme, sotto lo sguardo vigile di un adulto o far preparare al bambino la pappa sono piccole abitudini che aumenteranno la fiducia reciproca. Ovviamente la convivenza e lo sviluppo della relazione sarà più facile e naturale con dei gattini e dei cagnolini cuccioli, mentre con un animale adulto è probabile che ci sia qualche resistenza in più. L’importante è non desistere: con il tempo la complicità e il divertimento trionferanno».

Le fasi del rapporto in base all’età

Proviamo ora a ribaltare la prospettiva affrontando il discorso dal punto di vista del bambino. «La relazione che intercorre tra i nostri figli e gli animali domestici cambia moltissimo a seconda dell’età», precisa l’esperto. «Bisogna attendere i 7-8 anni prima che un bambino inizi a considerare il cane o il gatto come un suo amico. In questa fase, tuttavia, è ancora necessaria la supervisione di un adulto per evitare problemi e incomprensioni. La stessa precauzione va tenuta fino ai 10 anni perché, se da un lato è vero che il bambino inizia a comprendere che l’animale ha un modo diverso di relazionarsi rispetto agli esseri umani, dall’altro potrebbe non cogliere i suoi segnali di disagio».

Attenzione ai segnali negativi

L’amore tra i nostri figli e gli animali domestici è un dono prezioso per entrambi, su questo non c’è dubbio. Tuttavia
bisogna fare attenzione: qualsiasi segnale negativo dell’animale verso il bambino non deve essere sottovalutato.
«Fughe a zampe levate, tentativi di sottrarsi al contatto e possessività nei confronti di oggetti o cibo sono tutte spie di un problema o un disagio in corso», spiega l’esperto. «Ad esempio il ringhio del cane, così come il soffio del gatto, possono essere considerate al pari di aggressioni anche in assenza del morso o del graffio». Di fronte a questi comportamenti è indispensabile ricorrere ai consigli di un medico veterinario comportamentalista per la corretta integrazione dell’animale nel nucleo familiare.