Buoni propositi

Come ridurre la dipendenza dallo smartphone

L’utilizzo del cellulare sta diventando un’ossessione: lo controlliamo centinaia di volte al giorno, perdendo quasi il contatto con la realtà. Ecco perché accade, e come limitare il fenomeno.

Una vita senza smartphone? Impossibile. Salvo rarissimi casi, legati a scelte di vita particolari, nessuno di noi oggi sarebbe in grado di vivere – forse neppure immaginare di farlo – senza il proprio telefono cellulare multifunzione (delle quali la telefonata ormai è l’ultima per importanza). Se liberarcene è utopico, limitarne l’uso è possibile, anzi, necessario, poiché in certi casi si rischia di sviluppare una vera e propria dipendenza.

Dall’utilizzo alla dipendenza

In base alle ricerche condotte da Adam Alter, professore di marketing alla New York University, il 70% delle persone legge le mail di lavoro entro 6 secondi dall’arrivo, l’utente medio passa almeno 3 ore al giorno allo smartphone e il 46% dei ragazzi intervistati preferirebbe rompersi un osso piuttosto che rompere il telefono. Secondo lo studio della società americana Dscount’s tocchiamo lo schermo del cellulare 2.617 volte al giorno e dalle statistiche Istat emerge che neanche in macchina gli italiani riescono a rinunciarvi con 4 incidenti gravi su 5 causati proprio dall’uso dello smartphone. Principali responsabili i social, che come l’alcool, il fumo e le scommesse provocano in noi il rilascio di dopamina, creando una vera e propria dipendenza. Lo smartphone è diventato uno strumento per calmare il disagio psicologico, per fare fronte ai problemi della vita: crediamo che ci faccia sentire meno soli, che riempia la nostra vita, ci illude di riuscire a combattere l’ansia.

Dalla teoria alla pratica

Come fare, allora, per iniziare a prendere le distanze dallo smartphone, usandolo in maniera più consapevole? Esistono diverse strategie, alcune delle quali molto semplici ma efficaci, come evitare di tenere il telefonino sempre a portata di mano: iniziate a posizionarlo lontano, non portatelo a letto, né sul divano quando guardate la tv o leggete un libro. Disattivate le notifiche non essenziali e controllate le app solo una volta ogni tanto, tutte insieme; disinstallatene alcune, così sarete meno incentivati ad aprirle in continuazione. Concedetevi dei momenti completamente liberi dallo smartphone: uscite per una passeggiata, una corsa, o una visita a un amico, lasciandolo a casa. Vi stupirete di quanto sarà facile e liberatorio. Datevi delle regole, e magari scrivetele: stabilite dei momenti della giornata in cui non controllarlo, o delle occasioni, come il pranzo e la cena, in cui è vietato prenderlo in mano. Il piano d’azione va impostato in modo graduale: non si può passare da tutto a niente. L’importante è la costanza.

Cambia il tuo modo di pensare

Per mettere in atto un cambiamento, bisogna partire dall’approccio. Oltre alle strategie pratiche, iniziate anche a modificare il vostro modo di pensare. Ad esempio, la prossima volta che sarete tentati di prendere il telefono, fermatevi un istante e rispondete alla domanda: “Ho davvero bisogno di contattare questa persona immediatamente?”. Ricordate che qualunque cosa vogliate controllare sul cellulare non è di importanza vitale, pertanto può aspettare. Imparate a stare nel momento presente, rimanendo concentrati su quello che state vivendo ora, prestando attenzione anche ai pensieri e alle reazioni: lo smartphone ci porta via dalla realtà, e se questo può sembrare talvolta un sollievo, sulla lunga distanza ha l’effetto contrario.

Le app che aiutano a prendere le distanze

Un app per limitare l’uso dello smartphone può sembrare un paradosso. Ma non è così. Esistono diverse applicazioni, molte gratuite, che silenziano le notifiche e bloccano alcune funzioni, compreso l’utilizzo dati, o che tracciano l’utilizzo, così da renderci conto del tempo effettivo che trascorriamo attaccati allo schermo. Tra le più diffuse ci sono Siempo e OFFtime, che silenziano diverse app per un periodo di tempo da stabilire. Checky ci dice quante volte controlliamo il telefono; BlackOut, più radicale, lo blocca per 4 ore. La più particolare è Forest: ha l’obiettivo di far crescere una foresta virtuale con i minuti che abbiamo passato lontani dallo smartphone.

“Ogni ricordo è più importante condividerloche viverlo”

“Non c’è un senso a questo tempo che non dà il giusto peso a quello che viviamo. Ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo”. Lo dicono anche Fedez e J-Ax nella canzone “Vorrei ma non posto”: ormai è diventato prioritario rendere pubblico tutto quello che ci accade, piuttosto che viverlo in prima persona, godendoselo fino in fondo. Così rischiamo di trascurare le cose belle che ci capitano, distratti come siamo dalla necessità di fotografare e “postare” sui nostri social network. A che scopo? Ricominciamo a stare nel presente, nel momento: non ci vorrà molto a rendersi conto che un viaggio, una serata, una passeggiata, un incontro, un bacio, valgono molto di più se vissuti intensamente.