Buoni propositi

L’ultima sigaretta? È una questione di volontà

Smettere di fumare è un’impresa che può cambiare davvero la vita: quello che serve è costanza, amore per se stessi ma soprattutto la voglia di farlo fino in fondo.

“Il fumo nuoce gravemente alla salute”: è scritto per obbligo di legge anche sui pacchetti delle sigarette. Eppure, perché è così difficile perdere il vizio? Che cosa blocca la nostra mente impedendoci di smettere anche se sappiamo che è giusto farlo?

Quale metodo fa per noi

Per prima cosa va detto che esistono diversi metodi per dire addio alla nicotina ed è importante confrontarsi con il medico di base o uno specialista per trovare insieme quello più adatto alla propria situazione. La scelta dipende non solo dal fisico, ma anche dal carattere e dall’attitudine: c’è chi preferisce ridurre il numero di sigarette poco alla volta, chi invece decide di smettere di punto in bianco. In commercio esistono vari dispositivi antifumo: dai cerotti alla nicotina alla gomma da masticare, fino alla sigaretta elettronica, passando per terapie mirate come l’agopuntura. Quello che è certo, però, è che senza la motivazione, nessun metodo può funzionare.

La scelta parte da noi

Il primo errore da non commettere è quello di pensare che sia semplice. Per la maggior parte delle persone, infatti, non lo è. La nicotina rappresenta una dipendenza fisica e, in quanto tale ,rinunciarvi comporta uno sforzo notevole. Al nostro organismo mancherà una sostanza a cui si è ormai assuefatto. Inoltre, la sigaretta ha un valore psicologico molto forte, specialmente per chi ha cominciato da giovane: rafforza il sentimento di gruppo ed è parte della nostra identità. Per questo smettere di fumare rappresenta innanzitutto una voglia di cambiamento che deve partire dal profondo di noi e non può essere vissuta come un’imposizione esterna. In quest’ultimo caso, le probabilità di fallimento sarebbero altissime.

Sbagliando si impara

Come sempre, i momenti più critici sono quelli iniziali, i primi giorni, quando l’assenza della nicotina si fa sentire in modo più intenso. Tuttavia, è utile ricordare che di solito la “crisi di astinenza” dura dai 3 ai 5 minuti e poi svanisce. Perché allora non trovare un diversivo per distrarsi? Il più gettonato è il cibo, poiché garantisce una sensazione di gratificazione analoga. Il rischio però, è di prendere peso velocemente. Nessun dramma: qualche chilo in più è meno pericoloso delle sigarette. E se proprio non riuscite a resistere e commettete uno sgarro? Non siate troppo severi con voi stessi, ma nemmeno indulgenti: rimettevi in carreggiata e ricordate sempre l’obiettivo.

Fare il pieno di autostima

Smettere di fumare è in fondo una grande impresa personale. Dunque, meglio non sminuire questo percorso. Al contrario, è importante celebrarlo, trasformando qualcosa di negativo (una privazione) in positivo (una conquista). Per esempio, il primo giorno senza sigarette può essere trascorso lontano dal lavoro, magari facendo qualcosa che si è sempre desiderato. Alcune persone, inoltre, scelgono di tenere un diario in cui annotano i cambiamenti del proprio fisico e del proprio umore, ricordando così a loro stesse i benefici di questa decisione. Vale anche il contrario: raccontare l’astinenza e la mancanza della nicotina diventa una valida distrazione dal pensiero stesso di fumare, fino a che quest’ultimo non svanisce da solo.

Un aiuto dalla tecnologia

Le app che aiutano chi vuole smettere di fumare sono tantissime. Una, tutta italiana, è “Quanto fumi?”, sviluppata direttamente dal Ministero della Salute: prima si calcola il grado di dipendenza, quindi viene consigliato un programma per ridurre ed eliminare le sigarette. “Quit Now”, invece, conta su un altro fattore, quello economico: aggiornando il numero di sigarette non fumate, viene riportato anche il corrispettivo di euro risparmiati. Infine “Tobano” funziona come un gioco: meno si fuma, più livelli si superano, con progressi che possono essere condivisi via social per avere incoraggiamenti da amici e parenti.

Tanti benefici per il nostro corpo

Chi smette di fumare riacquista in fretta un battito cardiaco più lento e regolare, così come una pressione più bassa. E in appena 12 ore senza nicotina, il livello di monossido di carbonio nel sangue torna alla normalità. Naturalmente, per vedere cambiamenti sostanziali bisogna essere costanti: in nove mesi sparisce la tosse, in un anno si dimezzano i rischi al cuore e in cinque quelli di tumore alla bocca e alla gola. Per i disturbi più temuti, quelli al polmone, alla laringe o al pancreas, invece, bisogna aspettare dieci anni. Ma il risultato vale sicuramente l’entità dello sforzo.