Buoni propositi

Vivere nel presente e smettere di rimandare

C’è sempre una scusa per posticipare a domani quello che potremmo fare oggi. Questo comportamento, però, se messo in atto costantemente, può allontanarci dal raggiungimento dei nostri obiettivi.

Rimandare è un comportamento tipicamente umano e molto diffuso. È un meccanismo di difesa della nostra mente che tende a “spostare”, se non può eliminare, un’attività che provoca paura, ansia e difficoltà. Inoltre, decidere e iniziare sono operazioni faticose, che assorbono molte delle nostre risorse mentali. Le conseguenze del procrastinare sono varie, ma di fondo resta il fatto che, in questo modo, tendiamo a non vivere centrati nel presente, e se oggi non stiamo vivendo i nostri sogni – come spiega lo psicoterapeuta e scrittore tedesco Thorwald Dethlefsen – è perché ieri abbiamo deciso di rimandare a domani.

Le origini della procrastinazione

Spesso rimandare non è solo una questione di organizzazione del tempo, ma un modo per regolare emozioni più profonde come la paura di un fallimento, l’irritazione per un compito sgradito, i problemi di autostima. Dare un nome all’emozione che si cela dietro all’esigenza di procrastinare, può certamente aiutare ad affrontarla. Il nostro limite è di immedesimarsi poco in ciò che accadrà nel futuro: ne abbiamo un’idea, ma è come se non ci riguardasse da vicino, come se quella persona che dovrà scrivere quella mail faticosa o andare in palestra non fossimo davvero noi. Tendiamo quindi a scegliere qualcosa di gratificante e immediato rispetto a qualcosa di più lontano.

Chi ben comincia…

Iniziare è il passo più difficile, ma decisivo. Basta pianificare, programmare, pensare: fate il primo passo. Se dovete mandare una mail noiosa o problematica, accendete il computer e sedetevi alla scrivania. L’importante è agire. Il detto “Chi ben comincia è già a metà dell’opera” si rivela veritiero più che mai in queste occasioni. Spesso sopravvalutiamo la difficoltà di un compito che probabilmente siamo in grado di svolgere senza eccessivi disagi. Inoltre, più il problema si sedimenta, più si ingigantisce: prenderlo di petto, concentrandosi esclusivamente sul presente, lo ridimensiona immediatamente.

Stabilire tempistiche e gestire le distrazioni

Sarebbe troppo facile dire: evita di distrarti. Sappiamo che non è così semplice. Le distrazioni, però, si possono gestire imponendosi una tabella di marcia; come con ogni allenamento, un po’ per volta. Ad esempio, dopo aver iniziato un compito, continuate a svolgerlo per 10 o 15 minuti consecutivi, senza sollevare lo sguardo appena il telefono vibra, senza alzarvi per andare a prendere un caffè. Probabilmente continuerete a portarlo avanti oltre al tempo stabilito senza neppure accorgervene. Per aiutarvi prendete qualche precauzione, ad esempio allontanate il cellulare. Un’altra utile tecnica è quella di scomporre compiti complessi in piccoli incarichi leggeri, più facilmente raggiungibili, ma che uno dopo l’altro condurranno comunque al risultato.

Gentilezza e gratificazione

Punirsi, rimproverarsi per non aver concluso quanto dovuto nei tempi previsti non serve. Quello di cui abbiamo bisogno è fiducia e autostima. Senza timore, fatevi un discorso incoraggiante chiamandovi per nome, ripetendo che potete farcela. Ricordate che l’obiettivo non è la perfezione, ma portare a termine il compito: se non finirete quello che avete iniziato, sarà come non aver fatto nulla, quindi mettete da parte il bisogno di produrre un risultato ideale: non è possibile migliorare qualcosa che ancora non esiste. Infine, premiatevi: pro

mettete a voi stessi che saprete ricompensarvi.

Il diario del procrastinatore

Annotate quanto tempo dedicate a ogni singola attività che svolgete nel corso della giornata, comprese le distrazioni: ad esempio la scrittura del progetto a cui vi dovete dedicare, la navigazione su Facebook, Instagram e così via. Proseguite per qualche giorno, poi rileggete, evidenziando le attività dedicate al compito che dovete portare a termine. Se siete dei veri procrastinatori, probabilmente il risultato vi colpirà, e di conseguenza sarete maggiormente spronati ad agire. Dopodiché, non abbandonate il diario: allo stesso modo, vedere nero su bianco i vostri piccoli progressi, giorno dopo giorno, sarà un forte stimolo ad andare avanti.

Niente è impossibile

Il procrastinatore tende spesso a generalizzare. Al momento di rimandare, nella sua mente si susseguono espressioni come “non ce la farò mai“, “è impossibile“, “capita sempre a me”, “va a finire sempre così”. Queste frasi sono tutt’altro che innocue perché incidono direttamente sulla (in)capacità di azione. Per contrastarle bisogna agire di precisione. Ogni volta che una frase generica come queste sorge nella mente, provate a smontarla entrando nel dettaglio: davvero non ci è mai riuscito nessuno?, va a finire sempre così o è successo magari solo un paio di volte?, capita sempre e solo a me, o a ben guardare anche ad altri? La mente si può controllare più facilmente di quanto si creda!