Da noi il benessere è super a tavola

Dieta mediterranea, un toccasana per il “reflusso”

Una dieta basata sul consumo di verdure fresche, cereali integrali, legumi e carne bianca si è dimostrata efficace per combattere i fastidi alla gola causati dal reflusso acido. Ce lo spiega il dottor Claudio Albizzati, specialista del centro medico Humanitas Medical Care Varese.

Migliorare la propria salute con una sana alimentazione, allontanando al tempo stesso fastidiosi disturbi che con il tempo rischiano di diventare cronici e quindi permanenti. Tutto questo non solo è possibile, ma è molto più facile di quanto si creda. Basta seguire qualche pratico consiglio nutrizionale ed evitare vizi pericolosi come il fumo e l’alcol, riducendo al minimo anche i peccati di gola. Sapevate ad esempio che il reflusso – in particolare quello di tipo “laringofaringeo” – si può combattere a colpi di dieta mediterranea? Ebbene sì, come ci spiega il dottor Claudio Albizzati, otorinolaringoiatra dell’Humanitas Medical Care Varese.

La dieta mediterranea

«Prima di entrare nel dettaglio, è d’obbligo una premessa sul concetto stesso di dieta mediterranea perché se è vero che oggi se ne parla tanto, c’è ancora un po’ di confusione sul suo significato. «Con questa espressione non dobbiamo pensare a pizza e spaghetti, ma a tanta verdura fresca di stagione, legumi, pesce, carne bianca (specialmente il coniglio, il pollo e il tacchino), pasta e riso integrale, yogurt e formaggi a latte crudo a cominciare dal Parmigiano Reggiano», precisa lo specialista.

Il reflusso “laringofaringeo”

E invece, cosa si intende per reflusso “laringofaringeo”? «Ha un nome difficile da pronunciare, ma indica una delle patologie più frequentemente diagnosticate al giorno d’oggi tra chi soffre di problemi a livello gastrico e digestivo. Si presenta come un fastidio alla gola, raucedine, spesso con tosse secca insistente e necessità di schiarirsi la voce. Un senso di costrizione, insomma, come se del cibo fosse rimasto bloccato creando una specie di nodo in gola. Nei casi più complessi si può manifestare anche con disturbi all’udito e all’orecchio».

Un fastidio che comincia in gola

Per molto tempo è stato difficile distinguerlo dal reflusso “gastroesofageo”, un problema altrettanto diffuso. «Fino a poco tempo i due disturbi non erano distinti, poiché il fastidio alla gola era attribuito ai danni provocati ai tessuti dall’azione degli acidi che risalgono dallo stomaco. Recentemente, invece, è stata capita la funzione della “pepsina”: un enzima contenuto nei succhi gastrici che ha la proprietà di scindere le proteine, cioè permette di digerire cibi proteici, come la carne. Quando si verifica il reflusso, che porta gli acidi verso la gola, questo enzima tende ad aderire alle mucose. Succede così che la “pepsina” si trovi nel posto sbagliato e inizi a irritare le cellule di rivestimento della gola portando nel tempo al reflusso “laringofaringeo”».

Il valore della dieta mediterranea

La buona notizia, come dicevamo, è che si può contrastare con una sana alimentazione basata sulla dieta mediterranea. «Il suo valore è stato riconosciuto a livello internazionale anche dall’Unesco, che nel 2010 ha deciso di inserirla nella lista dei beni Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità su proposta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco, definendola “un insieme di competenze, conoscenze, riti, simboli e tradizioni, che vanno dal paesaggio alla tavola”, prosegue il dottor Claudio Albizzati.

Facilita la digestione, migliora la flora batterica

Nel caso del reflusso “laringofaringeo”, uno studio recente ha mostrato risultati sovrapponibili tra pazienti trattati con i farmaci specifici e altri che assumevano solo acqua dal pH superiore a 7.0 e seguivano la dieta mediterranea. «Questo tipo di alimentazione, dunque, è un buono strumento per curare i disturbi dell’apparato gastrointestinale, oltre ad apportare numerosi altri benefici alla nostra salute e nessuna controindicazione. In particolare facilita la digestione e migliora la qualità dei gruppi di batteri naturalmente presenti nel nostro organismo, che diventano così capaci di fornire la giusta risposta immunitaria».

No ai cibi acidi e irritanti

Qualche altro suggerimento per chi soffre di reflusso “laringofaringeo”? «Sul fronte alimentare è utile evitare alimenti ricchi di grassi e condimenti perché difficili da digerire. È bene ridurre cibi irritanti come cioccolato, caffè, alcolici, spezie e bevande gassate, ma anche i cibi dalla spiccata acidità come i pomodori (sia crudi che cotti) e i kiwi. È molto importante mantenere il giusto peso corporeo e non coricarsi prima di tre ore dopo i pasti», conclude il dottor Claudio Albizzati.

Cosa mangiare per allontanare il reflusso

A questo punto non ci resta che passare dalla teoria alla pratica, proponendo una specie di vademecum alimentare capace di contrastare il reflusso “laringofaringeo” giorno dopo giorno, pasto dopo pasto. Questo tipo di disturbi richiede soluzioni mirate, che vanno vagliate dal medico e dal paziente dopo un’attenta analisi dei sintomi. Tuttavia è possibile fornire delle indicazioni di carattere generale, da adattare alle proprie necessità con l’aiuto di uno specialista. Iniziamo dalla colazione. Via libera a latte e yogurt parzialmente scremati, ma con moderazione. E poi la frutta, avendo cura di sceglierla matura ed escludendo gli agrumi. Caffè, tè e spremute andrebbero evitate preferendo tisane e infusi più delicati, come quelli con

 

malva o camomilla. A pranzo e cena, invece, si possono scegliere la pasta e il riso. Semaforo verde anche per la carne bianca e il pesce, avendo cura di consumare quelli più magri, accompagnandoli a una porzione di verdure preferibilmente di stagione. In generale è utile cercare di limitare il più possibile l’uso dei grassi attraverso tipi di cottura leggeri che richiedono pochi condimenti, come quella al vapore e al forno. No assoluto ai fritti e anche i dolci andrebbero evitati. Quando volete concedervi un peccato di gola, ad esempio nel weekend o durante una cena conviviale, preferite una crostata alla frutta e tenetevi alla larga da dolci cremosi e al cioccolato.

Orata al vapore con insalata di finocchi

Siete in cerca di un piatto che unisca il gusto ai principi della dieta mediterranea? L’orata al vapore con insalata di finocchi è ciò che fa per voi. Mettete un litro d’acqua all’interno di una pentola, aggiungete uno spicchio di aglio e due fette di limone. Distribuite nel cestello della vaporiera alcuni filetti di orata già puliti e insaporiti con un pizzico di sale. Posizionate il cestello sulla pentola, accendete il fuoco e fate cuocere per 15 minuti dal momento in cui vedete fuoriuscire il vapore dal coperchio. Terminata la cottura del pesce adagiate i tranci su di un piatto da portata e condite con dell’olio extravergine di oliva a crudo. Accompagnate con un’insalatina di finocchi freschi da condire con olio extra vergine di oliva.

Deliziosa quinoa con zucca e carote

Cereali e verdure sono due capisaldi della dieta mediterranea. Riuniteli preparando uno sfizioso piatto di quinoa con zucca e carote. In una padella con olio e cipolla tagliata a fettine fate insaporire 3/4 carote tritate grossolanamente. Aggiungete un po’ d’acqua e portate ad ebollizione. Salate e fate cuocere per circa 15/20 minuti, poi passate al mixer per ottenere una crema. Tagliate a cubetti di 2 cm circa 500 g di polpa di zucca precedentemente cotta in forno per una 10-15 minuti a 200°C. Passateli in padella per qualche minuto con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Cuocete la quinoa seguendo le indicazioni sulla confezione, scolate e versatela nella padella con il passato di carote. Unite anche i cubetti di zucca e condite con un giro d’olio a crudo.