E' tempo di...

Con le chiacchiere si assapora il Carnevale in tante golose varianti

Preparate come vuole la tradizione, le chiacchiere TIGROS sono buonissime. Accanto a quelle classiche, con una spolverata di zucchero a velo, potete assaggiare quelle con cioccolato fondente e quelle con granella di pistacchio. Per chi ama il formato mignon ci sono i folletti, anche in versione integrale.

Se i dolci simbolo del Natale sono il panettone e il pandoro, quando arriva il Carnevale le nostre tavole si riempiono di chiacchiere: cialde leggere e croccanti a base di farina, uova, zucchero e burro.

Le origini nell’Antica Roma

Non tutti sanno che questa ricetta ha una lunga storia alle spalle. Le sue origini risalgono, infatti, all’antica Roma, quando si celebravano i Saturnali, ricorrenze popolari per certi aspetti simili all’odierno Carnevale. Durante i giorni di festa era permesso tenere dei comportamenti sociali bizzarri e anticonvenzionali. Un po’ come oggi, quando i bambini e gli adulti vanno in piazza mascherati e si divertono a lanciarsi addosso coriandoli e stelle filanti.

La definizione di Apicio

Nel corso dei banchetti imbanditi durante i Saturnali si potevano assaporare le antenate delle nostre chiacchiere, dette “frictilia” perché fritte nel grasso di suino. Lo scrittore Marco Gavio Apicio, una sorta di critico gastronomico vissuto a cavallo fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., ne dà una descrizione precisa nel suo celebre libro “De re coquinaria”. Le definisce come delle “frittelle a base di uova e farina di farro tagliate a bocconcini, fritte nello strutto e poi tuffate nel miele”. Si trattava di dolci semplici da realizzare, che non richiedevano tempi lunghi. In più erano facilmente conservabili e dal costo contenuto perché preparati con materie prime povere.

La versione moderna

A ben guardare, la versione moderna non è così diversa da quella antica, se non nella scelta degli ingredienti. Oggi, infatti, si preferisce usare la farina di frumento anziché quella di farro; inoltre la frittura avviene nell’olio di semi, che è decisamente più leggero dello strutto, e al posto del miele si spolverizza un po’ di zucchero a velo. Non mancano versioni più ghiotte in cui sopra alla cialda vengono aggiunti il cioccolato fondente o la glassa e granella di pistacchi.

Le chiacchiere TIGROS

TIGROS ha pensato agli amanti delle vere chiacchiere realizzate come vuole la tradizione, utilizzando poche e semplici materie prime di eccellenza. Il risultato è un dolce buonissimo e leggero. Potete scegliere le chiacchiere classiche, ossia decorate con lo zucchero a velo, oppure lasciarvi tentare da quelle con il cioccolato fondente e da quelle con glassa e granella di pistacchi. Ce n’è davvero per tutti i gusti e il consiglio è di provarle tutte per poi decretare insieme al resto della famiglia quali sono le vostre preferite.

I folletti classici e integrali

Ma non finisce qui. Per festeggiare il Carnevale TIGROS vi propone anche i folletti, in pratica delle chiacchiere in formato mignon con l’immancabile spolverata di zucchero a velo. Potete optare per i folletti classici,

preparati con farina di frumento. Se però amate i sapori più decisi e rustici, provate i folletti integrali, che uniscono la farina di frumento a quella di frumento integrale nell’impasto.

Prima fritti e poi in forno

Volete sapere cosa rende le chiacchiere e i folletti TIGROS così speciali? Il suo attento iter produttivo, che prevede una frittura iniziale in olio di semi di girasole e un successivo passaggio in forno. In questo modo si evita un eccessivo assorbimento dell’olio e si ottiene un prodotto dorato, piacevolmente aromatico, friabile e della giusta consistenza.

Materie prime selezionate

A fare la differenza è anche l’utilizzo di ingredienti selezionati. Dalla farina di frumento allo zucchero, dalle uova al burro, fino all’olio di semi di girasole: per la preparazione delle chiacchiere e dei folletti TIGROS sono scelte solo le migliori materie prime. Stesso discorso per la glassatura. Se amate il cacao, lasciatevi tentare dalle chiacchiere ricoperte di goloso cioccolato fondente (cacao minimo 60%). Se invece apprezzate la frutta a guscio e il loro “effetto croccantezza”, aprite una confezione di deliziose chiacchiere con glassa e granella di pistacchio. Il vostro Carnevale avrà tutto un altro sapore.

Un dolce, tantissimi nomi

Il termine “chiacchiere” è certamente il più utilizzato per designare i dolci tipici di Carnevale. Sapete da dove arriva? La tradizione lo collega alla regina Margherita di Savoia, che un giorno mentre era intenta a chiacchierare con un gruppo di cortigiani fu colta da un certo languorino. La sovrana chiamò il suo cuoco di fiducia Raffaele Esposito e gli chiese di preparare un dolce per sé e per i suoi ospiti, desiderosi di proseguire la conversazione. Lo chef prese spunto dalla “chiacchiera” in corso e decise di nominare proprio così la specialità deliziosa che aveva cucinato. La parola “chiacchiere” è piuttosto diffusa in Lombardia, in alcune zone dell’Umbria, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. In Liguria e Piemonte è d’uso il vocabolo “bugie”, ma nel Vercellese e nel Novarese sentirete anche parlare di “gale” o “gali”. “Galani”, invece, è il nome comune in Veneto, tra le province di Venezia, Padova e Verona. In Toscana i dolci tipici di Carnevale sono detti “cenci”, ma anche “frappole”, che si trasformano in “frappe” in alcune parti del Lazio, delle Marche e dell’Emilia. E poi ancora “cioffe” in Abruzzo, “crostoli” in Friuli, “cunchielli” in Molise e “lattughe” in provincia di Mantova e di Brescia.

Consigli utili

Le chiacchiere e i folletti TIGROS sono disponibili in confezioni da 250 e 190 grammi. Per conservarle al meglio il consiglio è di richiudere la confezione una volta aperta e riporla in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore. Riconoscere le chiacchiere di qualità non è difficile: basta guardare se hanno le “bolle”, segno che la sfoglia è stata tirata a dovere e la frittura eseguita a regola d’arte. Il modo migliore per gustarle è da sole, con una tazza di caffè o di tè caldi. Ottime a merenda, sono perfette anche per chiudere un pasto o una cena in dolcezza. Ma fate attenzione alle quantità: una chiacchiera tira l’altra!

Quando arriva Carnevale

Il Carnevale è una cosiddetta festa mobile: la sua data non è fissa, al contrario cambia da un anno all’altro come la Pasqua. La Chiesa Cattolica collega il periodo di Carnevale al tempo di preparazione alla Quaresima, quando è prevista l’astinenza dalla carne nei “giorni di magro”. La parola Carnevale viene dal latino “carnem levare” (eliminare la carne) con riferimento al banchetto del Martedì Grasso, l’ultimo giorno in cui ai fedeli è consentito di cibarsene. Quest’anno il Carnevale comincia domenica 9 febbraio e si conclude martedì 25 febbraio. Diverso il caso del rito ambrosiano (osservato nella maggior parte delle Chiese dell’Arcidiocesi di Milano e in alcune delle Diocesi vicine) che fa iniziare la Quaresima di domenica, posticipando di quattro giorni la fine del Carnevale (sabato 29 febbraio) rispetto al rito romano.