La domanda del Mese

Vitamina D, come possiamo assumerla nei mesi freddi?

Perché il nostro organismo la “sintetizzi”, è importante esporsi alla luce solare almeno 30 minuti nel corso della giornata. Il consumo regolare di uova e pesce come sardine e tonno può contribuire a evitare carenze.

La vitamina D è un micronutriente essenziale: favorisce il metabolismo del calcio e del fosforo e il loro fissaggio nelle ossa, sostenendo così lo sviluppo dello scheletro nell’età evolutiva e il buon mantenimento della massa ossea nell’adulto. Per renderla utilizzabile, però, il nostro organismo ha bisogno della luce del sole, che sintetizza una forma di vitamina D detta “superattiva”, utile nella prevenzione di malattie come il cancro, l’osteoporosi e le patologie autoimmuni. Come possiamo evitare carenze durante l’autunno e l’inverno, quando le giornate si accorciano e le temperature diminuiscono? Un’alimentazione corretta e varia può certamente fare la differenza.

Trenta minuti di luce diretta

Innanzitutto va detto che per avviare l’azione solare non serve un’esposizione prolungata. Secondo alcuni studi recenti bastano 20-30 minuti al giorno e senza la necessità di esporsi integralmente: solo volto e mani, sempre protetti con un’apposita crema. A ben guardare, mezz’ora all’aria aperta si rivela utile anche per fare attività fisica, migliorando così la propria salute oltre che lo stato delle proprie ossa.

Pesci, uova e latte

Le fonti principali di vitamina D provengono dal mondo animale e, in piccolissima parte, anche dal quello vegetale, come ad esempio i funghi. La si trova in particolare nei pesci e soprattutto in quelli più ricchi di grassi “buoni”, come le sardine, le aringhe, il tonno, lo sgombro, la trota, il pesce spada e le acciughe. Altre fonti di vitamina D sono rappresentati dalle uova e dal fegato. Buone notizie anche per chi ama il latte che, fra i suoi numerosi pregi, ha anche quello di contenere la vitamina D, seppure in piccole quantità.

Informazioni pratiche

Come capire se siete carenti di vitamina D? Per una corretta diagnosi basta fare l’esame del sangue e controllare i livelli di concentrazione. I sintomi più frequenti sono un senso di debolezza muscolare e dolori alle ossa, ma anche sudorazione alle mani e disturbi dell’umore. Oggi in molti decidono di ricorrere agli integratori. Attenzione però al fai da te: bisogna sempre consultare il medico valutando insieme il prodotto più adatto alle proprie esigenze e stabilendo con attenzione anche le dosi di assunzione.