Festa con i piccoli e una merenda sana e alternativa

Group Of Children Enjoying Outdoor Tea Party

L’attenzione della dottoressa Lertola non è rivolta solamente alla salute degli adulti ma anche a quella dei bambini e il contesto in cui questa volta applica il suo metodo è una scuola d’infanzia.

La parola d’ordine, soprattutto quando si parla dei più piccoli, è “educazione alimentare”. Si tratta di un impegno che deve riguardare chiunque si occupi di sanità pubblica e che deve essere rispettato dalle famiglie, in modo che il bambino possa acquisire e mantenere un naturale rapporto con il cibo, raggiungendo più facilmente il riconoscimento delle sensazioni di fame e sazietà.

Storia vera

I protagonisti di questa storia, oltre all’allegria, sono: Simona e Roberta, maestre di scuola d’infanzia privata, 38 anni la prima e 40 anni la seconda, entrambe normopeso e i 28 bambini del loro istituto, di cui 4 in sovrappeso e 1 obeso già all’età di 5 anni.

Nessuna maestra è in grado, da sola, di correggere l’alimentazione scorretta di un bambino se i genitori sono i primi a non rispettare questa regola e a lasciare troppo spesso ai loro figli una zona franca che riguarda snack, merendine o bibite, che da una tantum diventano il loro regime alimentare, sconfinando in una deregulation che va dalla prima colazione alla cena. Essere in sovrappeso o addirittura già obesi a 5 anni oggi è il segno tangibile e in crescita, nel nostro Paese, della mancanza di educazione alimentare nelle famiglie italiane. Simona e Roberta lo sanno bene e, nel loro istituto, non si limitano a seguire i consigli forniti dalla dottoressa Lertola, che da anni collabora con loro, ma cercano un’alleanza costante con i genitori dei piccoli, soprattutto di quelli che hanno già problemi alimentari.

E cosa c’è di meglio di una festa-merenda extrascolastica per educare piccoli e grandi e far assaggiare loro la differenza fra una merenda ipercalorica e una bilanciata?

Festa senza patatine, missione impossibile?

Nonostante possa sembrare difficile immaginare una festa senza patatine, in realtà attraverso semplici strategie risulterà più facile di quanto sembri. Basta spostare l’attenzione dei piccoli verso altro, di altrettanto allettante, ad esempio sostituendole con delle figurine o con dei più naturali e meno calorici pop corn. Occorrono piccoli passi per avere la soddisfazione di vedere i piccoli mangiare con gusto e sano; e i genitori, ormai arresi ai pasticci, sollevati di fronte a una luce di speranza.

Il confronto: menù classico e menù Lertola

Ecco cos’avrebbero mangiato e bevuto senza i consigli di Carla Lertola: 1 bicchiere di tè freddo e uno di cola, un panino al latte con prosciutto e sottilette, uno con maionese, una pizzetta con pomodoro e formaggio e una focaccina farcita, salatini con wurstel, patatine e infine cheescake con crema al cioccolato e nocciole per un totale di ben 2400 kcal. Ed ecco cosa invece propone il menù Lertola, riducendo di oltre la metà l’apporto calorico (1092 kcal): 1 bicchiere di karkadè e 1 di tè deteinato alla frutta, un panino al latte con tonno e formaggio spalmabile, uno con fesa di tacchino e piselli, una bruschetta al pomodoro e basilico e una con bresaola, pasta fillo con verdure grigliate e mozzarella, pop corn fatti in casa e semifreddo ai lamponi.

Pop corn, té e tisane

Il risparmio calorico di questa merenda è dato principalmente dall’eliminazione di bibite zuccherate, potenzialmente cariogene, fermentescibili a livello intestinale e ricche di sostanze eccitanti quali caffeina e teina; e dalla sostituzione di un dolce ipercalorico con uno nutriente ma più leggero. Ammessi invece nella dieta tè deteinato, infusi e tisane, eventualmente dolcificati con sciroppo d’agave, dal valore energetico inferiore rispetto allo zucchero. In questa merenda non mancano le proteine “magre” offerte dal tonno, dalla fesa di tacchino e dalla bresaola che sostituiscono gli insaccati e i salumi più grassi e ricchi di sale. Nel rispetto delle linee guida, non manca inoltre il formaggio magro, fonte di calcio, necessario per la crescita. Infine, in un party che si rispetti, non possono mancare le famose chips che possono essere sostituite dai meno calorici e più salutari pop corn preparati artigianalmente, evitando così l’aggiunta di grassi. Questo menù ha lo scopo di contribuire all’insegnamento delle buone abitudini alimentari in un contesto di festa perchè l’alimentazione è influenzata anche dai coetanei, soprattutto quando il pasto diventa momento di aggregazione e socializzazione. Ecco quindi che la dottoressa Lertola, attraverso una merenda dove varietà alimentare, colore, gusto, porzioni sono in perfetto equilibrio, centra il bersaglio, accontentando i piccoli e grandi protagonisti di questa storia.

Perchè nasce Robin Food

“Il cibo è un desiderio, un istinto, ma soprattutto un bisogno. Da quando veniamo al mondo e abbiamo fame, tutti abbiamo fame. Pensate se per un attimo fossimo tutti pantere, o cavalli, o cani affamati. E tutti noi fossimo davanti a delle ciotole da condividere. Dovremmo trovare un equilibrio, non delle regole imposte, ma semplicemente equilibrio”.

Così Carla Lertola sintetizza l’essenza di Robin Food, l’associazione no profit che intende aiutare in maniera sana e intelligente chi ha bisogno di cibo. Per maggiori informazioni, www.liberidallediete.it o ass.robinfoood@gmail.com. Per le donazioni, IBAN: IT57O 05048 01602 0000 0000 5614

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Come essere coinvolti

– Diventando soci: la quota è di 150 euro annui, interamente investiti nelle iniziative;

– Donando cibo: mettendolo a disposizione (commercianti o aziende);

– Diventando volontari: non costa nulla, basta prestare la propria opera gratuitamente.

Diamo cibo intelligente

A chi si rivolge:

– Ai più bisognosi;

– Ai consumatori di tutte le età;

– A chi ha di più e vuole dare a chi ha bisogno;

– A tutti coloro che sono interessati a conoscere i principi di una sana alimentazione.