Lunedì di Pasqua senza rinunciare a gusto e salute

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Secondo appuntamento con la celebre nutrizionista Carla Lertola, che ci presenta una dieta alternativa più leggera e sana ma comunque ricca di gusto nei giorni di Pasqua. 

 

La cucina, soprattutto quando si parla di dieta, non è astratta teoria, ma pratica quotidiana. Specialmente in un Paese come l’Italia, dove mangiare significa molto di più che nutrirsi, è il rito collettivo per eccellenza. Ecco perché la nutrizionista Carla Lertola, nel suo libro “Liberi dalle diete con il Metodo Lertola”, ha scelto di presentare le sue ricette partendo dalle persone in carne e ossa. Descrivendo cosa avrebbero mangiato in certe occasioni, confrontando le rispettive scelte dal punto di vista nutrizionale e proponendo la ricetta alternativa della dottoressa Lertola. Come vedrete, non rinunciando affatto al gusto! Dunque, niente di meglio che partire con il menù di Pasquetta, mettendo a confronto le scelte di due famiglie: i Ferrari, milanesi, e gli Esposito, napoletani.

Storie vere

Il Lunedi dell’Angelo per noi italiani è come l’Epifania per il Natale, che tutte le feste si porta via. Ed è anche l’ultima mangiata dell’ultimo giorno di festa, consapevoli che da quello successivo si inizia la dieta perchè la bilancia un occhio non lo chiude e ci dice che è ora di rimettersi in riga. I protagonisti di questa giornata all’insegna della festa, della tradizione, della buona cucina sono due famiglie, legate dalla parentela e dalla passione per il cibo. La famiglia Ferrari è composta da: Alberto , 45 anni, impiegato, sovrappeso (dovrebbe perdere una decina di kg); Rossana, 40 anni, moglie di Alberto, casalinga, normopeso; Emilio, 71 anni, padre di Alberto e Concetta, pensionato, sovrappeso (dovrebbe perdere circa 9 kg); Rosa, 67 anni, madre di Alberto e Concetta, casalinga, sovrappeso (di kg dovrebbe perderne almeno 6); Evelina, 21 anni, figlia di Alberto e Rossana, studentessa, normopeso.

La famiglia Esposito è invece formata da: Nicola, 45 anni, autotrasportatore e cognato di Alberto, sovrappeso (dovrebbe perdere 6 kg); Concetta, 44 anni, sorella di Alberto e moglie di Nicola, casalinga, sovrappeso (dovrebbe perdere 7 kg); Franco, 12 anni, figlio di Nicola e Concetta, normopeso; Antonia, 11 anni, sorella di Franco, normopeso.

I Ferrari sono milanesi ma di origini napoletane, da parte dei nonni. Reduci da una grande mangiata di Pasqua, vorrebbero rientrare nei ranghi al più presto, su consiglio e spinta di Evelina, ventunenne, studentessa di Medicina, figlia dei Ferrari, attenta al peso e buona consigliera della famiglia sul fronte della salute.

Gli Esposito, napoletani, si sono trasferiti dai parenti per festeggiare con loro le feste, portandosi dietro oltre alla famiglia al completo teglie, intingoli, ricche derrate alimentari che sono state prestamente consumate nel giorno di Pasqua. Il problema? Le “scorte” sono finite e a Pasquetta bisognerebbe pensare ad un menù ad hoc. E qui le due famiglie si scontrano perchè sono praticamente tutti in sovrappeso tranne i figli Esposito, la mamma di Evelina ed Evelina che vorrebbe dare un freno alle mangiate già da questa occasione a differenza di Concetta Esposito, mamma di casa, che sarebbe pronta a mettersi ai fornelli per preparare un megafritto e la famosa pastiera. Chi vincerà? Per fortuna il buonsenso. Evelina, studiando Medicina, ha conosciuto ad un congresso la dottoressa Lertola ed è rimasta affascinata dal suo modo semplice ed efficace di gestire le linee guida della dieta di molte persone. Vorrebbe pertanto ampliare i suoi studi sulla Scienza dell’alimentazione, preoccupata anche per la salute dei nonni il cui colesterolo è salito alle stelle. La giovane nipote decide quindi di testare la sua conoscenza del Metodo Lertola, proponendo un menù alternativo elaborato sotto la supervisione della dottoressa. Un menù che coniuga la tradizione di Pasqua e i decisi sapori che la contraddistinguono, con un’oculata scelta di alimenti che faranno “atterrare” le famiglie Ferrari ed Esposito dal lungo volo culinario delle feste, facendo risparmiare oltre 1600 kcal rispetto a quello che avrebbero mangiato portando in tavola il megafritto e la pastiera. Vincono i Ferrari anche grazie all’alleanza che si crea ai fornelli tra le cognate, finalmente d’accordo su cosa e come cucinare, sotto le direttive e i consigli saggi di Evelina. Ottimo inizio per riprendersi dagli eccessi delle feste! Ecco quindi che il tradizionale menù a base di torta pasqualina, fritto di agnello e carciofi e pastiera napoletana dal ricco apporto calorico di circa 2900 kcal per persona, lascia il posto al ben più “leggero”, ma altrettanto ricco di sapore, menù Lertola a base di millefoglie di Pasquetta (vedi articolo a pag. 56), lombata di agnello con salsa alla menta e patate al sale e per finire coppette di ricotta e canditi per un ammontare di circa 1300 kcal.

Un pic-nic in leggerezza

Fresh raw mint leaves isolated on white background

E quindi perchè non trasformare la tradizionale merenda sui prati in un’occasione per “alleggerire” (anche) la coscienza dopo gli stravizi che hanno appesantito l’organismo? Il menù si apre con un antipasto che vede come protagonista il carciofo dalle riconosciute proprietà depurative, dall’apporto calorico irrisorio e dall’eccellente contenuto di fibra. Per quanto riguarda il secondo piatto, l’inchino dev’essere rivolto a due metodi di cottura: al forno, che permette di contenere le calorie nel piatto limitando l’aggiunta di grassi; e la cottura al sale, apprezzata per l’assoluta leggerezza, utilizzando solo il potere del sale senza l’aggiunta di alcun condimento. E per finire in dolcezza, il menu fornisce un gustoso dessert alternativo alla tradizionale colomba e al calorico uovo di cioccolato. La ricotta, grazie al sapore neutro e delicato, può essere un ingrediente ingegnoso e versatile per ottenere un dolce buonissimo dal contenuto calorico modesto. Il menu della Dottoressa Lertola ha scelto un mix di ricette che vi permetteranno di gustare gli ultimi momenti di festa aiutando il vostro organismo a ritrovare il suo equilibrio dopo gli eccessi pasquali senza rinunciare ad appagare palato e vista. Un ottimo modo quindi per conciliare salute e sapore.

 

Robin Food, la buona tavola per i bisognosi

robin foodSi chiama Robin Food ed è la prima associazione no profit fondata dalla dietologa Carla Lertola che chiede a chi ha tanto “buon cibo” di darne a chi ne ha di meno. Il famoso eroe dell’Inghilterra di Riccardo Cuor di Leone rubava ai ricchi per donare ai poveri: Robin Food è un’associazione no profit che chiede a chi ha di più, anche in tavola, di donare a chi ha di meno. Qual è il motore di questa scelta? «In più di vent’anni di pratica clinica, educazione alimentare, divulgazione scientifica – spiega Carla Lertola – ho raggiunto la consapevolezza che occorre fare di più per contrastare il grande spreco di cibo da una parte e la pericolosa scarsità dello stesso in certe fasce della popolazione. Altrettanto importante l’uso del portafoglio, che deve essere gestito in modo diverso da tutti per evitare che la grande crisi travolga anche la qualità dei cibi che consumiamo». Associati, volontari, commercianti e aziende sono chiamati a fare gratuitamente la loro parte per i più bisognosi, a iniziare dall’educazione alimentare, fino a una più sana, intelligente, equilibrata ridistribuzione del cibo. Aderire è semplice, partecipare è un dono anche più grande, come volontari o come soci
oppure mettendosi a disposizione, donando. Per le donazioni, cc IT57O 05048 01602 0000 0000 5614; per maggiori informazioni, scrivere a ass.robinfoood@gmail.com.

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