Partita con gli amici, i consigli di Carla Lertola

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 Per perdere peso senza rinunciare al gusto, al posto dei classici panini con hamburger, hot dog e insaccati si può optare per ingredienti più sani. In questo modo si assumono meno delle calorie, si fa il pieno di sostanza benefiche e ci si concentra sul tifo. 

Finalmente, ci siamo: i campionati Europei di calcio Francia 2016 stanno per partire. Quale occasione migliore per godersi una partita davanti alla TV con gli amici? Solo che, a volte, la linea ne risente tra junk food, frittatone fantozziane e qualche bevanda alcolica di troppo. Come venirne fuori, allora? La dottoressa Carla Lertola, medico specialista in Scienze dell’alimentazione, ha la soluzione giusta, in linea con il suo metodo: ossia dimagrire senza diete e rinunce preconcette. Prima, però, partiamo da una delle storie vere che la dottoressa si è trovata di fronte.

Cibo e comodità

La serata partita non si tocca! Via le mogli, via i figli, via tutti. Solo loro, Paolo e i suoi due migliori amici di sempre, devono essere totali padroni della serata con la Nazionale. Guai poi a toccare il menù, all’insegna della comodità (si cena davanti alla televisione) e del «non ci sono regole, mangiamo solo quello che ci piace» e, come dice soprattutto Francesco, «la dieta inizia sempre domani». Era d’accordo anche Paolo di rimandare qualsiasi volontà di dimagrimento, ma ora che la cena tocca a lui (si fa a rotazione fra le case dei tre protagonisti), dietro suggerimento della moglie Rita, vuole provare a gestire la sua serata preferita e dieteticamente libera con intelligenza, gusto e meno calorie. Così la moglie ha preparato un menù-partita alternativo, consapevole del fatto che da questa prova Paolo potrebbe finalmente decidere di mettersi a dieta, magari con Francesco, l’altro overweight del gruppo.

L’assist della moglie

Cultrice della dieta mediterranea e ottima cuoca, Rita (che conosce il Metodo Carla Lertola) dimostrerà a Paolo che può organizzare la sua serata birra&panini davanti alla tv con gli amici costruendo un menù piacevolissimo ma con meno calorie, cosa che gli farà toccare con mano che può mettersi a dieta senza soffrire. La prova? Oltre al suo giudizio, quello di Francesco e soprattutto di Marco (l’unico senza problemi di pancia, capace di protestare di più di fronte a un menù alternativo troppo “povero” rispetto al “loro” würstel&crauti), che mangeranno esattamente quello che mangerà lui. In più, Rita impiegherà meno tempo per preparare il tutto rispetto al menù tradizionale. Com’è finita la serata? La proposta “alternativa” è stata promossa a pieni voti. Anzi, Marco ha finalmente apprezzato qualcosa di diverso dal solito “pieno” di carne e maiale. E Francesco? Grandi complimenti per il menù, divorato in un battibaleno, ma non si sente ancora pronto per cambiare vita alimentare. Però ha proposto che la serata-partita si svolga sempre da Paolo. Ma solo se cucinerà Rita…

Cosa avrebbero normalmente…

Ipotizziamo un menù tradizionale “partita in tv” in cui sono protagonisti hamburger, hot-dog e panini imbottiti con insaccati: questo sarà caratterizzato dalla copiosa presenza di grassi, specie saturi, dunque dannosi per l’apparato cardiovascolare. Inoltre, si tratta di alimenti molto salati e tendenzialmente preparati con l’aggiunta di conservanti quali nitriti, nitrati e polifosfati. In totale, fanno 2429 kcal.

…e l’alternativa del Metodo Lertola

Il menù alternativo di Carla Lertola prevede invece tre panini sani e gustosi: nordico, mediterraneo e sobrio con gusto (descritti nelle ricette a pagina 54). Totale, 1111 kcal: meno della metà rispetto al menù tradizionale.. Il segreto? Bresaola, pesce e formaggi magri, oltre a salse “leggere” preparate con yogurt greco senza grassi che, grazie alla loro acidità, contrastano il sapore forte dei cibi più grassi. La scelta del pane integrale in sostituzione di quello tradizionale, poi, permette di incrementare la quota di fibre, riducendo il contenuto calorico del pasto, ma soprattutto il carico glicemico.

Leggerezza batte cibo spazzatura 2-0

Nel complesso, i tre panini del menù della dottoressa Lertola risultano bilanciati dal punto di vista nutrizionale in termini di rapporto tra proteine, carboidrati e grassi. Per quanto riguarda il gusto, l’alto tenore di grassi dei panini tradizionali esalta la consistenza e l’appetibilità a discapito, però, della percezione del sapore: ogni singolo ingrediente spicca meno, e il sapore del panino risulta nel complesso “appiattito”, a differenza di quelli alternativi. Se si considera un menù-tipo, in grado di allietare la serata partita di uomini che, dopo la cena, avrebbero bisogno di un buco in più… sulla cintura, il risparmio calorico qui proposto risulta notevole e permette di guardare l’incontro sportivo con più attenzione, senza correre il rischio di abbioccarsi!

Tutto quello che c’è da sapere sugli alcolici

Mentre si guarda una partita, soprattutto nei momenti di maggiore sofferenza, birra, vino e altri alcolici sono spesso i compagni inseparabili degli appassionati di calcio. Compagni da prendere con le molle, però. Anche per le loro conseguenze sulla linea. Ecco le domande di lettori e pazienti che, sul punto, sono state rivolte alla dottoressa Carla Lertola.

Cara dottoressa Lertola, sto cercando di seguire una dieta ipocalorica, ma a tavola amo bere ogni tanto un bicchiere di vino. L’alcol fa ingrassare?

In linea di principio, sì. Ogni bicchiere da 125 ml di vino comporta, per il nostro organismo, l’assunzione di 80-90 calorie. Per la birra, siamo a 150 calorie per un bicchiere o una lattina da 330 ml. Occorre quindi moderarne il consumo, anche per i suoi effetti sulla nostra linea. Quello che invece dobbiamo fare durante la giornata è bere molta acqua. Un mio paziente dice sempre: «Dissetiamoci con l’acqua e gustiamoci il vino». Un motto che sottoscrivo pienamente.

C’è una quantità massima di alcol che possiamo assumere durante la giornata?

Sì. Ovviamente la quantità dipende soprattutto dal sesso e da eventuali patologie. Gli studi scientifici sono ormai concordi: un adulto sano deve assumere al massimo tre dosi di alcolici al giorno per gli uomini e due per le donne. Una dose equivale a 125 ml di vino, 330 ml di birra o 40 ml di superalcolici. Dobbiamo partire dal presupposto che l’alcol, in sé, è una sostanza tossica: per metabolizzarlo (e quindi renderlo non dannoso), il nostro organismo innesca dei processi sia a livello gastrico, e quindi nello stomaco, che epatico, nel fegato. Ad agire è un enzima, l’alcol-deidrogenasi, che nello stomaco delle donne è presente in maniera minore: per questo la quantità di alcolici da loro tollerata è inferiore.

Ho letto che bere un bicchiere di vino rosso fa bene alla salute: è vero?

Occorre, anche qui, partire dall’assunto che l’alcol è una sostanza tossica, che però il nostro organismo riesce a “trattare”. Ciò non toglie che alcune bevande, come ad esempio il vino rosso (ma in parte anche il vino bianco), abbiano anche degli effetti positivi se assunte in modiche quantità, grazie soprattutto alla presenza di sostanze antiossidanti come i polifenoli. Dunque, bere con moderazione si può e questo ha anche i suoi lati positivi. Ma non bisogna assolutamente incoraggiare a farlo se ci troviamo di fronte a persone astemie, che soffrono di patologie o in caso di donne in gravidanza.

Le donne in gravidanza o in allattamento possono concedersi qualche bicchiere? E poi, come regolarsi con la pillola anticoncezionale?

In questi casi la regola generale è quella di non bere. Tuttavia, dopo averne parlato col proprio ginecologo, la regola può essere interrotta saltuariamente con un bicchiere di vino rosso o di birra. Per quanto riguarda la pillola anticoncezionale, grandi quantità di alcol possono alterare la metabolizzazione del farmaco. Quindi, attenzione anche in questo caso.

Una mia amica mi ha detto che bere birra, durante l’allattamento, aumenta la produzione di latte: è vero?

Questo è un luogo comune. In realtà quello che è importante in allattamento è bere molto. Ricordiamoci che l’acqua è acalorica (senza calorie), la birra no!

E’ vero che persone sovrappeso o obese tollerano meglio l’alcol?

No. Le persone in sovrappeso spesso hanno problemi di eccesso di grassi nel sangue, ossia colesterolo e triglicerdi, che tendono ad accumularsi anche nel fegato. Quindi, poiché l’alcol è tossico per il fegato, queste due situazioni non sono compatibili con un buono stato di salute.

Spesso, quando esco la sera con gli amici, mi capita di bere qualche cocktail. Fanno ingrassare?

Sì, direi anzi che dal punto di vista dietetico sono tra le preparazioni da prendere più con le molle. Questo perché, oltre all’alcol, si aggiungono zucchero e sciroppi, che portano il nostro bicchiere oltre le 300 calorie. E lo stesso avviene anche nei cocktail analcolici.

 

Avete altre domande o idee da sottoporre all’attenzione della dottoressa Carla Lertola? Scrivete a melaleggo@tigros.it