La calluna, “cespuglio” che colora il Varesotto

calluna

Pianta conosciuta sin dall’antichità per la sua larga diffusione, è l’ideale per dare colore al proprio giardino. Fiorisce dalla tarda estate fino ad autunno inoltrato e non ha bisogno di particolari cure.

È talmente diffusa e famosa nell’alta Pianura Padana da aver dato il proprio nome a uno dei paesaggi simbolo del Varesotto: la brughiera. Si tratta della Calluna vulgaris, una pianta della famiglia delle ericacee, meglio conosciuta proprio come brugo. La parola deriva dal termine di origine celtica “brucus” che sin dall’antichità è associato alla pianta sempreverde con fiori di piccole dimensioni, solitari o a grappoli, che colorano di violetto le lande pianeggianti. Da qualche decennio, però, la calluna ha fatto la sua comparsa anche all’interno dei giardini o nei vasi sui balconi. Questi “cespugli” colorati, infatti, assicurano un colpo d’occhio invidiabile soprattutto d’estate e d’autunno, periodo nel quale fioriscono. La calluna è comune nelle zone temperate europee, siberiane, in Asia Minore e in America. Questa larga diffusione ne ha influenzato addirittura il nome tanto che accanto a calluna (dal greco “spazzare”; non a caso gli steli del brugo venivano usati per fare le scope) è stato aggiunto l’aggettivo latino vulgaris che significa proprio “comune”, “conosciuto da tutti”.

No, non è l’erica

Il brugo è spesso confuso con l’erica carnea. Sebbene a prima vista le due piante possano sembrare molto simili sia per le foglie che per i fiori, in realtà hanno la corolla e il calice differenti. Inoltre, il periodo di fioritura è praticamente alternato: mentre la calluna fiorisce dalla tarda estate fino all’autunno inoltrato, l’erica lo fa in inverno fino a primavera.

Terreno e irrigazione

I fiori della calluna, a seconda della varietà, possono spaziare dal bianco al rosa passando per i violetti fino ai rossi. Al termine della fioritura questi ultimi diventano marroni, ma rimangono sulle piante per tutto l’inverno. Per crescere sana la calluna ha bisogno di un terreno acido (come quello delle brughiere), quindi è consigliato l’utilizzo di fertilizzante con questa caratteristica. La terra deve essere sempre leggermente umida ma senza ristagni. Per le piante che non sono coltivate a terra bisogna ricordarsi di procedere al rinvaso ogni anno a fine inverno.