Amici animali

Voce, gesti e carezze, come comunicare con i nostri animali

Non parlano la nostra lingua, ma si esprimono a modo loro e ci capiscono. Il medico veterinario Stefano Corbetta ci aiuta a decifrare il linguaggio fisico e verbale di cani e gatti.

Si dice spesso che agli animali “manca solo la parola”, ma questo non significa che non comunichino con noi, anzi. Soprattutto cani e gatti, quando vivono nella nostra casa, cercano sempre di dirci qualcosa, seppure a modo loro. Stefano Corbetta, consigliere dell’Ordine dei Veterinari della provincia di Milano, ci guida tra le pieghe del loro linguaggio.

Come ci parla il cane

«Il cane ci parla principalmente attraverso la postura, la mimica e la disposizione del corpo. Le orecchie rivolte indietro, la coda tra le gambe e lo sguardo sfuggente indicano uno stato di prostrazione. Le orecchie dritte in avanti, la coda bene in vista e il corpo rigido, al contrario, sono associati a un atteggiamento di sfida e prepotenza, assolutamente da frenare per evitare aggressioni verso di noi o altri animali». Di segno diametralmente opposto è invece il messaggio che ci comunica il nostro fido quando si stende pancia all’aria. «Così facendo vuole solo dimostrare la grande fiducia nei confronti della persona che ha di fronte».

Lo scodinzolio

Anche lo scodinzolare, di norma considerato un segnale di amicizia, può avere diverse interpretazioni. «Un cane che scodinzola esprime la sua voglia di interazione, ma questa può essere positiva o negativa». Recenti studi hanno dimostrato che la direzione del movimento può aiutarci a decifrare le sue sensazioni: «Quando la coda tende verso destra, il cane proverebbe emozioni positive. Nel caso in cui il movimento sia orientato a sinistra, invece, sarebbe sintomo di agitazione».

Come noi parliamo con il cane

Non va neppure sottovalutato come noi comunichiamo con lui. «L’uomo “parla” con il cane in tre modi: 1) il linguaggio parlato e l’intonazione della voce; 2) il linguaggio tattile, fatto di carezze e baci; 3) il movimento del corpo». Tutti questi canali di comunicazione vengono decodificati perfettamente dal nostro amico a quattro zampe. «Quindi è importante fare attenzione ai dettagli. Una postura del busto rivolta in avanti viene letta come minacciosa, mentre abbassarsi sulle ginocchia risulta più amichevole». Anche gli occhi sono importanti: «Guardare l’animale ininterrottamente per diversi secondi può essere interpretato come un segnale di sfida. È invece consigliabile volgere brevi sguardi, soprattutto ai cani che non si conoscono, per comunicare le nostre intenzioni pacifiche».

Il linguaggio dei gatti

Anche i gatti hanno un loro particolare linguaggio, caratterizzato soprattutto dal suono. «I miagolii, con le diverse sfumature, sono i primi segnali con cui il gatto si esprime. Possono avere diversi significati: richiamare l’attenzione, chiedere del cibo o manifestare il desiderio di uscire o rientrare in casa». In generale la capacità di distinguere il tipo di miagolii è data soprattutto dalla sensibilità del nostro orecchio, che si sviluppa man mano che conosciamo meglio il nostro piccolo amico.

Le fusa e il soffio

L’altro suono che caratterizza il linguaggio dei gatti è quello delle fusa. «Ci comunicano uno stato di benessere e soddisfazione. Si tratta di un comportamento che hanno sin dai primissimi giorni di vita e che utilizzano per dire alla mamma di stare bene». La controparte “negativa” sono invece i caratteristici “soffi”. I gatti vi ricorrono soprattutto quando si sentono minacciati o molto infastiditi, un messaggio che mandano anche con il linguaggio del corpo. In che modo? Arruffando il pelo e irrigidendo i muscoli.

Perché il cane abbaia?

Abbaiare è un comportamento innato nel cane. Impedirglielo è quindi impossibile, ma è molto importante comprenderne il motivo, così da intervenire se necessario. «Un cane può abbaiare per avvisare che sta accadendo qualcosa. Magari perché si trova in una situazione che non conosce, oppure perché in casa è entrata una persona che percepisce come estranea». Nei casi in cui l’animale rimanga molto tempo da solo, può essere anche un modo per cercare un contatto. «Diverso il discorso per le “mamme” che possono abbaiare per sgridare i propri cuccioli, mentre questi ultimi usano la “voce” per invitare al gioco». In ogni caso, quando il cane abbaia troppo o sviluppa atteggiamenti di dominanza è buona norma rivolgersi a un veterinario.

La coda nel gatto

Nel linguaggio dei felini, la coda occupa un ruolo di primaria importanza. Ecco alcune posizioni ricorrenti che possiamo decifrare. «Per salutarci al nostro rientro, i gatti sono soliti accoglierci con la coda diritta e che punta verso l’alto. Mentre se vogliono farci le feste e divertirsi con noi, la loro coda è alta e si muove». La coda nascosta tra le gambe e il ventre indica invece paura, mentre quella curva (accompagnata dal pelo diritto) deve far suonare l’allarme: il gatto è arrabbiato e va lasciato in pace. Semaforo verde quando il micio assume la posizione a sfinge, con la coda che avvolge le zampe posteriori: «Significa che è pronto per riposarsi e le nostre coccole non potranno che fargli piacere».