Cucinare senza...

Senza fretta, elogio delle lunghe preparazioni

Durante la settimana il tempo da dedicare ai fornelli è poco, ma si può approfittare delle vacanze natalizie per cimentarsi in qualche ricetta “slow”, come la pasta fresca all’uovo e il ragù fatti in casa.

Le lunghe preparazioni si traducono in piatti dal profumo inebriante e dal sapore prelibato, che ripagano abbondantemente la fatica e l’attesa. Basti pensare al brasato o allo stracotto, che vengono cotti per ore fino a che la carne non diventa tenera e succulenta. I mille impegni quotidiani, tuttavia, ci impediscono di trascorrere molto tempo ai fornelli e durante la settimana spesso ci accontentiamo di piatti veloci che non richiedono troppi passaggi. Per una volta però, complici le vacanze di Natale, possiamo dedicarci con tranquillità anche alle lunghe cotture.

Cucinare per rilassarsi ed esprimere affetto
Non bisogna dimenticare che per molti cucinare costituisce un passatempo divertente e rilassante. Alcuni studi dimostrano il potere terapeutico di quest’attività, che stimola la creatività e fa bene all’umore. C’è poi una forte componente affettiva: fare da mangiare per qualcuno significa prendersi cura della sua salute e del suo benessere, ma anche dimostrargli il proprio affetto.

La pasta fatta in casa
Pensando alla tradizione gastronomica italiana, l’emblema della “cucina senza fretta” è la pasta fresca fatta in casa, lavorata rigorosamente a mano e poi tirata con il mattarello. La pasta all’uovo, in particolare, è la base per la preparazione di tante specialità regionali, dai cannelloni alle lasagne. Solo tre ingredienti (farina, uova e sale), a cui si aggiunge una buona dose di olio di gomito per ottenere un impasto ad arte. La proporzione è di un uovo ogni 100 grammi di farina.

La ricetta della pasta all’uovo
Si posiziona la farina su un piano formando con le dita una montagnetta con una cavità centrale. Si spolverizza con un po’ di sale, si aggiungono al centro le uova e si sbattono leggermente con una forchetta per mescolare tuorli e albumi. Poi s’incorpora la farina fino a formare un panetto omogeneo. Si fa riposare l’impasto per 30 minuti e poi lo si stende con il mattarello, avendo cura che il piano di lavoro sia ben infarinato. La sottigliezza e il taglio della sfoglia dipendono dal tipo di preparazione. Nel caso della pasta lunga, la regola è un centimetro per le tagliatelle e 2-3 millimetri per i tagliolini che andranno poi lasciati asciugare almeno due o tre ore prima di cuocerli.

Il vero ragù alla bolognese
Un abbinamento perfetti con la pasta fatta in casa è il ragù, grande classico dalla lunga cottura. Ogni buona massaia ha la sua ricetta, ma versione più celebrata resta quella del ragù alla bolognese. La ricetta dell’Accademia italiana della cucina per sei persone prevede: 300 g di carne di bovino macinata, 150 g di pancetta di maiale tritata, 50 g di carote, 50 g di coste di sedano, 50 g di cipolla, 300 g di passata di pomodoro o pelati, mezzo bicchiere di vino bianco, mezzo bicchiere di latte intero, brodo, olio d’oliva, sale e pepe. In un tegame far sciogliere la pancetta, aggiungere tre cucchiai d’olio, carote, sedano e cipolla tritati fini facendo appassire dolcemente. Unire la carne macinata mescolando con un mestolo e facendola “sfrigolare”. Versare il vino e lasciarlo evaporare, poi aggiungere la passata, coprire e lasciar sobbollire lentamente per circa due ore versando un po’ di brodo all’occorrenza. Verso la fine della cottura, unire il latte per ridurre l’acidità del pomodoro e aggiustare di sale e pepe.

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Come preparare il tacchino ripieno, piatto simbolo degli Stati Uniti

Il tacchino ripieno, piatto simbolo del giorno del Ringraziamento americano, è molto apprezzato anche in Italia durante le feste di fine anno. Per prepararlo bisogna per prima cosa strinarlo, ovvero bruciare l’eventuale peluria residua, lavarlo e asciugarlo. Per comporre il ripieno si versano in una terrina capiente 150 g di salsiccia a pezzetti, 150 g di carne di bovino adulto macinata, 70 g di prosciutto cotto tritato, 100 g di mollica di pane, una cipolla tritata, 4 o 5 cucchiai di grana padano grattugiato, un uovo, un po’ di prezzemolo, la scorza di mezzo limone, sale e pepe. L’aggiunta di mezzo bicchiere di vino o di brodo aiuterà a ottenere un impasto ben legato. Con un cucchiaio s’inserisce la farcia all’interno del tacchino e poi con uno spago da cucina si ricuciono le estremità del collo e del codrione. Si legano le cosce facendo passare lo spago anche lungo il dorso. Si dispone il tacchino su una teglia ungendo la pelle con olio d’oliva, si spolvera con sale, pepe e olio aggiungendo qualche rametto di rosmarino. Si inforna a 220°C girando ogni mezz’ora e bagnando frequentemente con il fondo di cottura. Dopo la prima ora si abbassa la temperatura del forno a 180°C. Il tempo dipende dalla grandezza dell’animale. Per un tacchino di tre chili ci vogliono circa tre ore in forno, per uno di quattro le ore saranno quattro e così via.

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