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Pesche, albicocche e meloni: bontà estive della linea “Merita l’assaggio”

Con questa nuova linea di prodotti vi proponiamo ogni mese frutta e verdura di qualità con caratteristiche particolari.

Al reparto ortofrutta la frutta e la verdura della linea “Merita l’Assaggio” si riconosce a colpo d’occhio: le confezioni e i cartelli in prossimità dei prodotti sono contraddistinti dal logo con la scritta bianca “Merita l’Assaggio” su sfondo nero. Sulla grafica è segnalato il nome del prodotto ma anche perché “Merita l’Assaggio”, ossia il motivo per cui ve lo stiamo suggerendo.

A luglio e ad agosto

L’iniziativa “Merita l’Assaggio” è cominciata a giugno con la ciliegia Ferrovia e in questi mesi estivi le nostre proposte salgono addirittura a cinque! A luglio vi proponiamo la pesca tabacchiera siciliana, mentre per tutto il mese di luglio e di agosto vi raccomandiamo la pesca, la nettarina (o pesca noce) e l’albicocca di San Ferdinando di Puglia. Da luglio a settembre, infine, c’è anche il melone liscio Mantovano I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta).

La provenienza geografica

A rendere queste produzioni così speciali è innanzitutto la la provenienza. Le tabacchiere arrivano dalla zona dell’Etna, mentre le pesche, le nettarine e le albicocche da San Ferdinando di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Il melone mantovano liscio I.G.P., invece, come suggerisce il nome, è storicamente prodotto in alcuni comuni della provincia di Mantova,ma anche Cremona, Modena, Ferrara e Bologna (vedi box a pagina seguente). In tutti i casi si tratta di aree geografiche ben delimitate e vocate. Le condizioni climatiche e il tipo di terreno garantiscono lo sviluppo di un’agricoltura di qualità. Noi ci affidiamo solo alle aziende più serie, che lavorano con cura riducendo l’uso di prodotti chimici per garantire frutta sempre genuina e freschissima.

La tabacchiera dell’Etna

A luglio lasciatevi tentare della tabacchiera “Merita l’Assaggio”, una varietà di pesca unica sia nella forma che nel gusto, che in Italia ha trovato il suo luogo di elezione in Sicilia, e in particolare nelle zone intorno all’Etna. I terreni di natura vulcanica, infatti, grazie alla loro spiccata fertilità, donano alla tabacchiera un sapore particolarmente intenso e dolce. Si riconosce per le sue dimensioni ridotte e per l’aspetto schiacciato, che le è valso il soprannome di “pesca piatta”. La polpa bianca è morbida e profumatissima, mentre il nocciolo è decisamente più piccolo rispetto alle altre tipologie di pesca. Perché secondo TIGROS “Merita l’assaggio”? Perché è più saporita e ha un aroma intenso e profumato dovuto al clima tipico delle zone intorno all’Etna.

La vasta pianura del Tavoliere

Dalla Sicilia ci spostiamo a San Ferdinando di Puglia, un comune famoso per la sua produzione di pesche e albicocche. Siamo nel nord della regione, nell’area geografica denominata Tavoliere, la più vasta pianura d’Italia dopo quella Padana. La scarsa pendenza del terreno, unita a un clima mite con piogge poco diffuse, offre l’ambiente ideale per la crescita dei frutti tipici dell’estate, come le albicocche e le pesche, inclusa la nettarina o pesca noce.

Pesche gialle e nettarine

A proposito, sapete qual è la differenza tra le pesche e le nettarine? Hanno entrambe media grandezza e forma tondeggiante, ma si distinguono facilmente dalla buccia: quella della pesca è simile al velluto e coperta da una leggera peluria; quella della nettarina è liscia e brillante con caratteristiche striature rosse. Anche la consistenza e il gusto cambiano leggermente: la pesca è più morbida e succosa, mentre la nettarina è più croccante al morso e tendenzialmente un po’ meno dolce. Riassumendo, la pesca “Merita l’Assaggio” perché è più succosa e ha un sapore ricco ed estremamente aromatico; mentre la nettarina perché è più croccante e le tipiche striature rosse della polpa rendono il frutto particolarmente aromatico.

 

 

 

 

 

Le albicocche

A luglio e ad agosto da TIGROS potete trovare anche l’albicocca di San Ferdinando di Puglia. Stiamo parlando di uno dei frutti più amati durante la bella stagione per la sua dolcezza, ma senza mai perdere una piacevole punta acidula. Il colore arancione dell’albicocca, da solo basta a mettere allegria. È un frutto di medie dimensioni e colore arancione, la buccia e la consistenza sono più morbide rispetto a quelle della pesca. Perché secondo noi l’albicocca di San Ferdinando di Puglia “Merita l’Assaggio”? Perché è più gustosa, con una polpa profumata, delicata, succosa e zuccherina.

Come preparare le albicocche sciroppate

Se amate particolarmente le albicocche e volete assaporarle anche nei mesi autunnali, potete sciropparle.

Vi occorrono:

  • 1 kg di albicocche piuttosto mature,
  • 400 g di zucchero semolato,
  • la scorza di 1 limone,
  • qualche foglia di menta fresca
  • e dei vasetti di vetro con chiusura ermetica.

 

Per prima cosa occupatevi della preparazione dello sciroppo. Versate 800 g di acqua in una casseruola, aggiungete lo zucchero, la menta, la scorza del limone e portate ad ebollizione. Lavate le albicocche ed eliminate il picciolo. Trasferitele in un’altra casseruola con abbondante acqua in ebollizione e sbollentatele per 1 minuto. Scolatele delicatamente, tagliatele a metà, eliminate il nocciolo e trasferitele nei vasetti di vetro. Versate all’interno di ogni vasetto lo sciroppo passandolo con un colino. Le albicocche dovranno essere completamente ricoperte dallo sciroppo. Per ottenere il sottovuoto, chiudete ermeticamente i vasetti e metteteli in una pentola avvolgendoli con degli strofinacci. Riempite d’acqua e portate ad ebollizione. Fate bollire per 30 minuti, spegnete la fiamma e lasciate raffreddare. Recuperate i barattoli e asciugateli perfettamente. Metteteli in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. Aspettate un mese prima aprire i vasetti e assaporare le vostre albicocche sciroppate. Lo stesso procedimento può essere fatto con le tabacchiere, le pesche gialle e le nettarine, così da gustarle in versione sciroppata. La frutta sciroppata fatta in casa può essere conservata in frigo per tre mesi.

 

Anche il melone liscio mantovano I.G.P. “Merita l’assaggio”

Il melone mantovano è conosciuto in tutto il mondo per la sua tipicità, attestata dal marchio di qualità I.G.P. (Indicazione geografica protetta) che delimita l’area di produzione a un gruppo di comuni della provincia di Mantova, a cui si aggiungono alcune località del Cremonese, del Modenese, del Ferrarese e del Bolognese. Oggi è attivo un Consorzio di tutela che raggruppa le aziende produttrici e vigila sulla qualità dei meloni certificati. Nelle campagne intorno a Mantova la coltivazione del melone risale a molti secoli fa. Le documentazioni ufficiali più antiche sono datate intorno alla fine del 1400, quando il territorio era sotto il dominio della signoria dei Gonzaga. Perché proprio in queste zone? Il clima (caratterizzato da inverni freddi ed estati calde e umidi) e il terreno pianeggiante, bagnato da numerosi fiumi, rappresentano le condizioni ideali per la crescita di questo frutto estivo, che qui raggiunge punte di grande eccellenza qualitativa. In commercio esistono diverse varietà. TIGROS vi consiglia il melone liscio mantovano che ha forma tondeggiante e buccia liscia di colore giallo paglierino-crema. La polpa è arancione chiaro, con pochi semi e scarto ridotto. Questo melone dall’aspetto originale “Merita l’assaggio” perché è dolcissimo, con polpa consistente e succosa, sapore ricco e aromatico.